Egli scrive e manda a dire
Attende, impaziente, i meravigliosi e al tempo stesso teneri commenti dei siti specializzati sui dati di ascolto delle radio, tipo ‘cresce Sbrandani Network grazie alla notevole acquisizione di frequenze. Scende Sbràuser FM perché in primavera è sempre così’ più il classico dei classici ‘Radio Due ahi ahi ahi, non c’è Fiorello’ (che, tra l’altro, non rende giustizia a molti altri professionisti di Radio Due).
Si chiede cosa faranno, queste persone, quando finiranno le frequenze da comprare.
Riflette sul fatto che nessuno, tra i vari esperti del settore, ha il coraggio di dire o di scrivere che il modello di business di diverse radio di successo è basato sull’impossibilità tecnica di poter leggere giornali e siti internet di notizie curiose mentre si è alla guida della propria automobile.
Si chiede, ancora, cosa sarà di tutte queste radio quando un giorno l’automobilista potrà autonomamente erudirsi sul salame più lungo del mondo, sulle leggende metropolitane e sull’ennesimo cantante americano che ha una storia con una collega.
Lui, che è un sognatore, alla proverbiale creatività italiana chiederebbe volentieri uno sforzo in più.
Scrive in terza persona, come se stesso su Facebook.
(Maurizio)
E’ ora di dire basta/le finte dirette
Ieri sera stavo ascoltando la radio.
No, non è l’inizio di una barzelletta o di un problemino di matematica tipo Pierino compra tre mele.
E’ che ieri sera stavo proprio ascoltando la radio. Una radio nazionale, di quelle che, nei radiogiornali mettono l’opinionista di turno, uno tipo Sbrandappo Gnappo Grande Firma della Televisione.
Lo so, dovrebbe essere Grande Firma del Giornalismo, ma se in radio dici che in studio con te c’è Sbrandappo Gnappo Grande Firma del Giornalismo, l’ascoltatore alza un sopracciglio e pensa ah, caspita, questo deve essere uno di quei tizi che scrivono, mentre se in radio dici che in studio con te c’è Sbrandappo Gnappo Grande Firma della Televisione, l’ascoltatore si sveglia dal torpore e pensa caspita! Allora questo deve essere uno famoso.
Il conduttore ci dice che, questa sera, a parlarci dell’argomento del giorno, c’è Sbrandappo Gnappo Grande Firma della Televisione.
Sbrandappo Gnappo non si sente. Non parla, non respira, non si muove.
Il conduttore saluta Sbrandappo Gnappo.
Buonasera, Sbrandappo Gnappo.
Sbrandappo Gnappo non dice niente. Non ricambia il saluto, non parla, non respira, non si muove.
Parliamo quindi della tracciabilità dei bovini, tema caldo della giornata politica odierna.
Sbrandappo Gnappo parla.
Buonasera. La tracciabilità dei bovini è stata al centro di un lungo dibattito tra destra e sinistra e bla bla bla…
[...]
… quindi occorre vigilare sulla tracciabilità dei bovini. Buonasera.
Finisce lì e saluta di suo. Il conduttore del radiogiornale entra, saluta e passa ad altro.
Grazie a Sbrandappo Gnappo. E ora le altre notizie…
Ecco, io direi che è ora di dire basta alle finte interviste in diretta, ai finti collegamenti, ai finti interventi di opinionisti, ecc.
Quella appena simulata è una recita che va spesso in scena nelle radio italiane: Sbrandappo Gnappo non è in studio, e loro fanno credere, invece, che sia lì, di fianco al conduttore.
Quindi Sbrandappo Gnappo, che è uno che in tv impiega 5 minuti solo a schiarirsi la voce, a cincischiare con il suo interlocutore, a ricordare qualche aneddoto di carriera comune tra Sbrandappo Gnappo e l’interlocutore stesso, si infila in un minuto scarso di giornale radio per salutare, dire la sua senza commettere neanche un errore, senza tossire, senza avere un minimo di incertezza, salutare ancora e sparisce nel nulla.
Guardatemi. Guardatemi bene.
Si capisce.
Si capisce lontano 80 km che l’intervento di Sbrandappo Gnappo è registrato. Ma cosa credete, che scendiamo dagli alberi? Ma secondo voi, se Sbrandappo Gnappo saluta, beh, allora vuol dire che é facile far credere che sia lì? Ma per chi ci avete preso?
Ma non sarebbe più semplice dire sul tema della tracciabilità dei bovini abbiamo sentito Sbrandappo Gnappo, Grande Firma della Televisione, e far partire il contributo di Sbrandappo Gnappo?
Io ve lo dico. Il livello di finzione di un programma radiofonico è direttamente proporzionale alla credibilità del risultato finale.
E vi dico anche che, con i soldi che si prende Sbrandappo Gnappo per dire un minuto di cose che direbbe chiunque, ci pagate cinque collaboratori.
(Maurizio)
La Radio locale e le mezze stagioni
A proposito della vicenda di Radio L’Aquila 1, l’emittente che, dopo aver interrotto le trasmissioni a causa dei danni subiti dal violentissimo sisma che ha colpito l’Abruzzo, ha ripreso a irradiare il proprio segnale grazie anche ad una notevole e ammirevole catena di solidarietà, mi è sorto un dubbio spontaneo: ma gli addetti ai lavori, i tenutari di siti specializzati e gli appassionati del mezzo che tanto hanno scritto e detto di questa vicenda, non sono quegli addetti ai lavori, quei tenutari di siti specializzati e quegli appassionati del mezzo che assistono con una certa indifferenza alla scomparsa di tante radio locali, acquistate dalle radio nazionali per diventare, che so, la quarta frequenza di Grande Network in Quella città lì?
Quante sono le città che, per particolari condizioni geografiche, avrebbero bisogno di un media locale pronto a comunicare durante le emergenze? E quante di queste città ce l’avevano, un media locale pronto a comunicare durante le emergenze, e che probabilmente le avrebbe anche comunicate, quelle emergenze, se non fosse arrivata la Radio Sbrandani Power National di turno a portarsi via dipoli e trasmettitori?
E allora, mi dico, di che parliamo?
update: per dire, il 30 aprile chiude Radio Adamello.
(Maurizio)
vaol.it
Lo scoop scorciatoia dei somari
Anche se non proprio in linea con l’argomento principe di questo blog, segnalo, a conclusione di una otto giorni di grande commozione, la lezione di giornalismo di Indro Montanelli pubblicata, qualche giorno fa, sul sito de La Stampa.
Dedicato agli addetti ai lavori – ad alcuni addetti ai lavori – che, la scorsa settimana, hanno ravanato fra colpe improbabili, ipotesi astruse, conoscenze mediocri, interviste scrause, polemiche inutili e record di ascolti senza accorgersi di quel fragoroso boato che nulla aveva a che fare con il terremoto in Abruzzo. Era il crollo della loro professionalità, costruita con la sabbia di mare, già pericolante da tempo, condonata più volte e mai risanata con qualche sana iniezione di coscienza.
(Maurizio)
lastampa.it
Consigli per l’ascolto/Maurizio di Maggio
La sera, mentre i palinsesti televisivi urlano il telegiornale, su Radio Monte Carlo va in onda un signore raffinato che, con un timbro di voce di una nota superiore alla serenità, parla di persone e cose vicine e lontane attraverso gli occhi e l’esperienza di un viaggiatore, uno di quelli che vorresti incontrare, per caso, per strada, su una nave, in un autobus o almeno in ascensore, sapendo che il minimo scambio di opinioni su qualsiasi tema, dagli usi e dalle tradizioni locali a questa città che una volta era tutta campagna, sarebbe comunque fonte di arricchimento umano.
Maurizio di Maggio sarà anche sempre in viaggio ma, per fortuna nostra, si ferma ogni sera, dalle 20.00 alle 22.00, sulla radio del Principato di Monaco, per raccontarci un pezzetto di mondo visto da un oblò e per ricordarci che trasmettere in un’emittente commerciale non vuol dire necessariamente dire uazzzammmeriga più velocemente possibile. E a pensarci bene fermarsi in radio è già di suo un bellissimo controsenso, perché – sempre per fortuna nostra – la radio è ancora un mezzo di trasporto, oltre che di trasmissione.
Insomma, gli I(r)Radiati consigliano Di Maggio e, con lui, la buona radio, quella che consente ancora adesso di muoversi e di essere ovunque, anche solo con la fantasia.
Qui, la pagina di Maurizio di Maggio nel sito di RMC.
(Maurizio)
radiomontecarlo.net
InmyFacebook
Inmyradio, il progetto multimediale che raccoglie l’eredità della gloriosa ItaliaNetwork e la spedisce dritta dritta nel futuro, è anche su Facebook!
Telchì e telchì (*). Iscrivetevi numerosi, per condividere un’idea dal respiro internazionale e l’ascolto di tanta buona musica di tendenza.
Ecco, appunto, ricordatevi soprattutto di ascoltarla, Inmyradio, ché cliccarla non basta.
Suburbia, Mecano, Sensorama, Los Cuarenta, Satellite, Discosauro, sono tutti lì, nell’ovunque di internet, a metà strada fra ciò che è stato, anni fa nell’effemme, e ciò che sarà, nell’internètte.
(*) In questo caso due è meglio di uno. In questo caso.
(Maurizio)
facebook.com, inmyradio.net
Between Ivrìa and Quincinèto
Post veloce veloce, giusto per scrivere che trovo affascinanti le informazioni sul traffico in inglese di Isoradio. Starei ore bloccato in coda solo per sentirmelo dire in quel modo, così easy ma anche young, e soprattutto female.
(Maurizio)



