15 Luglio 2008

E la torta a me

Se non siete dentro quel milionesettecentoventisettemila che l’ha scelta come compagna di fm, allora forse non sapete che il 12 luglio 2008 Virgin Radio ha compiuto un anno. Buon compleanno dagli I(r)Radiati ad una radio che ha funzionato subito, senza nascondersi dietro i soliti e molto manageriali vediamo, rodiamo, puntiamo, ritocchiamo, occorre tempo per, ci manca la copertura nel sud ovest di Sbranadate sul Lambro, per ottenere risultati con il gioco a zona bisogna saper aspettare, e così via.

Due considerazioni veloci veloci, così, tanto per passare qualche minuto in compagnia.

Un anno fa, di questo periodo, si discuteva di quanto sarebbe stato rock il rock di Virgin Radio. 365 giorni dopo, la mente torna a quei giorni e, ammettiamolo, sticazzi(*). Cioè, chi se ne frega se il rock è più o meno rock. L’importante è poter ascoltare qualcosa di originale, in una effemme in cui l’ultimo che arriva dice di saper fare quella cosa che già fanno altre dieci radio meglio di quelle altre dieci radio, e non si capisce perchè. Primo.

Secondo. Noto che Virgin è sintonizzata in diversi negozi, e non è un particolare di secondaria importanza: negli anni ‘80, soprattutto per le radio musicali, il successo si misurava dalle scelte dei negozianti. Questo dimostra che, gira e rigira, nel 2008 è possibile conquistare il pubblico con i buoni metodi di una volta, e forse questo è un bene. In mezzo a tanto discutere di nuove tecnologie, esistono ancora dei punti fermi che legano la radio che sarà alla radio che è stata, con buona pace di internet, satelliti, e campagne miliardarie per acquistare frequenze autostradali in ogni dove. 

(*) Lo sapete, vero, che sticazzi non è un’espressione di meraviglia - come credono in molti, qui nel profondo nord - ma, anzi, vuol dire l’esatto contrario, cioè chìssene? Ma quante cose si imparano qui, eh?

(Morris)

[Immagine tratta da wikipedia.org]

13 Luglio 2008

Excuse me, what is Deejay FM?

Comunicazione di servizio: qualcuno può spiegarmi com’è nata Deejay FM?

(francesco)

24 Giugno 2008

FdF ce l’ha fatta!

Riceviamo e (con sollievo) pubblichiamo:

“Oggi pomeriggio, alle 14h00, si è conclusa la nostra campagna. Il CdA dell’Università di Siena ha prolungato di sei mesi la convenzione con Radiocecinauno S.r.l.

Grazie a voi, potremo sfruttare questo tempo per dare il via ad un nuovo ciclo, e per chiudere definitivamente due anni davvero difficili della storia di FdF 99,40 Mhz, la prima radio universitaria italiana.
Una storia in divenire…

Grazie a tutti,
di Cuore

il team di…

18 Giugno 2008

No alla chiusura di FdF: ecco cosa fare

Di seguito il testo della mail da mandare al Rettore (rettore@unisi.it). Mettete in copia save.fdf@gmail.com e indicate come subject “Io sostengo FDF on air”.

Illustrissimo Rettore,

Radio FdF nel tempo si è radicata nella comunità studentesca e nel tessuto cittadino. E’ uno strumento di espressione delle anime culturali della vasta comunità studentesca senese e di comunicazione dell’immagine dell’Università, un patrimonio di esperienze che dialoga con la città, le sue istituzioni, la sua società civile ed è, non ultimo, un luogo di formazione professionale. E ancora, è una radio di servizio, per gli studenti e per la città.

Le parole e la musica via etere di Radio FdF hanno scandito per otto anni il ritmo di vita di migliaia di studenti, lavoratori, anziani, casalinghe. Radio FdF è nelle auto dei genitori che portano a scuola i bambini, nei bar dove gli studenti fanno colazione, nelle osterie dove i turisti mangiano, nelle case in affitto di studenti e lavoratori fuori sede, negli uffici pubblici e nelle lunghe giornate degli anziani. Radio FdF può crescere ancora molto, ma può farlo solo mantenendo la frequenza via etere. Solo così potremo continuare ad ascoltarla ovunque, in pubblico e in privato.

Solo così può continuare ad essere una radio comunitaria.

Per questi motivi:

Sosteniamo la campagna FdF on air e

Le chiediamo che

Radio FdF 99.40 Mhz mantenga la propria frequenza via etere.”

Info: www.savefdf.tk

Blog delle mail ricevute dal Rettore: http://savefdf.blogspot.com

(francesco)

P.S. Ecco chi ne parla (elenco in continuo aggiornamento):

16 Giugno 2008

Facoltà senza frequenza a Siena?

 

 

Sembra proprio che la prima radio universitaria italiana ad aprire sia anche la prima a chiudere…

Riceviamo e (con preoccupazione) pubblichiamo:

Facoltà di Frequenza FM 99,4 Mhz, la prima radio universitaria italiana, rischia la chiusura a partire dal primo luglio prossimo.
L’Università non ha intenzione di rinnovare la convenzione con Radiocecinauno s.r.l. per la concessione delle frequenze.
A livello pratico, ciò significa non solo l’interruzione delle trasmissioni on Air per la zona di Siena e dintorni, ma l’impossibilità di continuare a trasmettere tout court, dato che tutta l’attrezzatura tecnica che utilizziamo è di proprietà del titolare della frequenza.
Dopo 8 anni, 2.757 giorni, 66.168 ore di trasmissione, rischia così di scomparire uno degli esperimenti radiofonici più liberi e interessanti di questi ultimi anni.
Chiediamo a tutti di far sentire la propria voce, diffondendo la notizia, inoltrando il nostro appello e aderendo alla campagna di sensibilizzazione e di supporto.

MySpace: http://www.myspace.com/savefdf

Per far sentire la propria voce a Silvano Focardi, rettore di Siena:

rettore@unisi.it - segr_rettore@unisi.it

Per ascoltare FdF in diretta: http://192.167.125.33:8000/listen.pls

(francesco)

4 Giugno 2008

Linguaggio radiofonico per pupazzi/10 - La scheda

Ne avevo già scritto qui, lo so, è che non riesco a fare a meno di tornare sull’argomento.

La Scheda.

La scheda è una tabella di domande e risposte sintetiche che permette, a chi naviga sul sito internet di una radio, di farsi una veloce idea sulla storia e sulla personalità dei protagonisti della radio in questione.

Si tratta, quindi, di una specie di carta di identità dello speaker/del dj/del tecnico che fornisce al lettore/ascoltatore qualche informazione sui suoi beniamini, tipo:

Nome: DJ 

Cognome: Sbrandani

Età:

La prima volta in radio:

Ecc, ecc.

La scheda va letta con la massima serietà; poi, quando prendi per i fondelli il tuo amico perchè, nel 2008, alla voce attrice preferita c’ha messo una che non fa più un film dai tempi del bianco e nero, lui ti sbuffa in faccia il più classico dei beh, sì, insomma, era tanto per metterci qualcosa

A vederle così, da lontano, sembra quasi di tornare ai bei tempi della scuola, quando il cielo era costellato di puntini di sospensione, le frasi non potevano non finire con il punto esclamativo e per chiarire ogni concetto dovevi assolutamente utilizzare due punti come se piovessero

La scheda è una forma di riconoscimento rapido del conduttore, uno strumento utile a farci sapere che, ad esempio, a DJ Sbrauzendrau piace la pasta della mamma. Noi siamo rasserenati per questo. 

Capitolo a parte meritano le categorie amo odio. A leggere ciò che scrivono i protagonisti della radioblogosfera, siamo capitati nel giardino delle meraviglie, dove tenere conduttrici, dondolando sull’altalena, ci sussurrano all’orecchio che amano la pace, le persone sincere e l’amicizia, mentre simpatici dj vestiti da elfi riparano ponti radio di cioccolato canticchiando i furbi, l’ipocrisia e i falsi noi odiam, e la guerra ripudiam, e a noi, che ’sto mondo l’abbiamo visto e non proprio da un oblò, viene un po’ da ridere, ecco. 

Insomma, tralasciando questa tecnica comunicativa un po’ troppo 1.0 per una radioblogosfera che, seguendo l’evoluzione di internet, dovrebbe essere sempre più 2.0, diciamo che ci piacerebbe almeno vedere, ogni tanto, qualcuno che abbia il coraggio di scrivere che ama i buoni ma frequenta i cattivi e odia la guerra anche se porta ascolti

Oh, poi, per carità, le lasagne della mamma sono sempre le lasagne della mamma. 

(Morris)

3 Giugno 2008

E’ arrivata la primavera+Via al cronometro!

Qualcosa di buono ed un gioco. Ok, ci manca il cioccolato, ma ce ne faremo una ragione.

Qualcosa di buono. Confermo ad Achille che la primavera è arrivata ed ha il suono di questo disco.

Anzi, dato che da queste parti erano anni che non entrava qualcosa di houseggiante come si deve - quella house con i richiami agli anni ‘70 che fanno tanto ‘80, per intenderci - posso serenamente scrivere che è tornata la mezza stagione. 

Tra l’altro, l’ho trovato a 15,90 euro. Un buon prezzo, con i tempi che corrono. 

E veniamo al gioco.  A proposito dei commenti, nel post di Achille: il ‘campione’ che si sente in You belong ricorda Big fun degli Inner city

Ok. Ma noi vogliamo sapere un’altra cosa. Quale altro brano, sempre dello stesso periodo degli Inner City, conteneva quel giro di Big Fun ripreso dagli Hercules and love affair in You Belong?

Al vincitore andrà un sacco della nostra stima.

Aggiornamento: 

niente, il sacco della nostra stima ce lo teniamo noi. Tiè. 

Erano gli Hithouse con Move your feet to the rhythm of the beat

(Morris)

akille.net, youtube.com, myspace.com/herculesandloveaffair

30 Maggio 2008

I grandi perchè della radiofonia/2

Quando ero ggiovine non ci facevo caso. Ora che non sono più ggiovine (ma neanche da buttare via, diciamo) ci faccio caso. Eccheccaso, uff. 

Perchè le radio locali che iniziavano l’espansione in tutto il territorio diventavano network? 

Fermi tutti! Prima di interrogare i traduttori, sappiate che io so. Cioè, qualche idea me la sono fatta. 

In italiano network viene tradotto in rete, cioè qualcosa che, con una certa maglia, copre tutto il territorio. Primo. Mah. 

Secondo. Forse era legato agli splittaggi pubblicitari - tecnica attraverso la quale in diverse zone d’Italia, contemporaneamente, si trasmettevano pubblicità locali diverse - e quindi essere network assumeva anche un significato commerciale. Boh. 

Terzo. Perchè siamo troppo uotsammerega dentro e, ai tempi, le radio ricevevano molti impulsi dagli Stati Uniti, quindi radio locale che diventava nazionale doveva chiamarsi radio locale network

Finita l’era uotsammerega, radio locale network è tornata radio locale oppure radio [acronimo di radio locale]

Altro? 

[Perchè usi le mie parentesi?]

Così. 

[Mi tocchi nel privato]

A parte il fatto che, mi ‘tocchi nel privato’ suona brutto, comunque tu ci hai mai lavorato nel privato, perchè lì vogliono risultati sai?

Forza, chi indovina il titolo del film avrà tanta speranza offerta da I(r)Radiati. 

(Morris)

25 Maggio 2008

Consigli per l’ascolto/Radio Tre

L'antenna RAI di Milano, Corso SempioneDa un po’ di tempo, fermo con piacere il manopolone della Tivoli su Radio Tre. Ora, diciamolo subito, qui, fra noi irradiati: non sono un esperto di musica classica e, volendo, neanche di raffinate letture, quindi non vi venderò niente, non urlerò ehi, ma qui c’è la cultura! e non farò la parte di quello che si riempie la bocca tanto per elevarsi sugli altri grazie a sgabelli di aria fritta. Contemporaneamente, non posso neanche fingere di essere capitato lì per caso con il sintonizzatore (Ma dai?! E come si chiama questa radio?).

Però, però, però, il punto è proprio questo. 

Se una radio che trasmette e spiega la classica, che ti fa sentire i libri, le storie, la scienza e il cinema, riesce ad attirare anche la mia attenzione di omo cor pensiero fisso d’a radio commerciale, vuol dire che è riuscita a divulgare, cioè spiegare temi e argomenti che altrimenti rischierebbero di impreziosire il bagaglio culturale di una porzione ristretta della società.

[Divulgare? Ma come scrivi?]

Lascia fare a me che studio legge.

[Ma non era medicina?]

Ma che differenza fa?! (1)

Ecco, ora, io non so se le tasse siano una cosa bellissima – non le ho mai viste, ci scriviamo e basta – però pagare di tasca propria per finanziare una radio che trasmette valori utili alla nostra crescita, e soprattutto pagare un media romantico come la radio per divulgare, per trasmettere interviste che non si interrompono dopo 90 secondi, ma che consentono all’ospite di dire ciò che deve dire e che al limite lasciano spazio, tra una domanda e l’altra, al brano musicale che non ti aspetti - al quale magari non ti abituerai, ma che almeno non disturba l’ascolto – con poche e brevi interruzioni pubblicitarie, credo che sia una definizione utile di servizio pubblico, un servizio pubblico che funziona come tutti i servizi pubblici di tutto il mondo dovrebbero funzionare: io ti do dei soldi, e tu, con quei soldi, produci un bene condivisibile da tutti, importante per la crescita e l’educazione della nostra società, che magari trova poco spazio in altre realtà.

Dopo l’esordio di Virgin Radio, noi de I(r)Radiati ripetiamo il rito dei complimenti, rivolti, questa volta, a Radio Tre e ai suoi oltre 2.000.000 di fedeli ascoltatori.

PS. Per chi volesse commentare questo post: come avrete capito, noi irradiati siamo tanto bboni, dolci e affettuosi, e per questo motivo andiamo in pace. Commenti del tipo sì ma in Italia la RAI è bla bla bla, sì ma le tasse bibbibbì, sì ma quel programma di tizio sarà mica un programma, schifu, bruttu bruttu bruttu, nomi e cognomi vari e sfoghi da forum di quarta categoria saranno inesorabilmente frizzati.

[Vuoi cambiare il sistema? Non ce la farai mai]

E allora? Era forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? (2)

(1) e (2) A chi indovinerà il titolo del film andrà in premio tanta simpatia. No, no, fermi. So che è facile, e bravi. Dovrete scrivermi titolo del film, attori, e una breve sintesi delle due scene.

(Morris)

22 Maggio 2008

Via col cronometro! /1

Qual è quel celebre brano disco degli anni ‘70 (così celebre che manco mi ricordo il titolo) le cui 6 note iniziali sono identiche sputate alle 6 note iniziali della sigla del TG1?

***UPDATE***

Il signor RadioWaves ci ha azzeccato. Clap, clap. Può passare a ritirare il premio. Per info telefonare Morris. Astenersi perditempo.

(francesco)